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Una jeep, l’odore di menta che si insinua in ogni giornata, il caldo torrido del deserto.

I sorrisi dei bambini che sbucano all’improvviso da dietro le montagne, l’odore acre in cui ci si imbatte in certi mercati. Sensazioni che si accavallano, che si mixano tra loro diventando un tutt’uno con le strade che percorriamo.

Agosto 2014. Destinazione Marocco.

Siamo noi due, alias i soliti incoscenti come ci dicono tutti, e il nostro piccolo di 3 anni.

Un viaggio organizzato in venti giorni… no, non avevamo pensato al Marocco, ma con i voli che partono da Pisa e le tarriffe sempre imbattibili ci siamo lasciati sedurre… così prenotiamo il volo Pisa – Fez mentre per il ritorno scegliamo di partire da Marrakech. Adesso abbiamo i biglietti e dobbiamo decidere l’itinerario.

Così, entro in Rete e inizio ricerche disparate googlando “Marocco con bambini, tour operator Marocco, dormire in Marocco, Marocco in agosto” e così via…

Inizio a scrivere di getto a una decina di tour operator specificando che ci muoviamo con un bambino di 3 anni e che vorremmo passare una notte nel deserto. Due ci dicono di non organizzare tour con bambini così piccoli, gli altri mandano itinerari e preventivi pressochè identici. Alla fine è l’empatia che mi fa scegliere Hassan di Cultura Travel Marocco e oggi posso dire di non aver sbagliato.

Un carteggio infinito di mail, cambi di itinerario, tratte giornaliere ridotte per venire incontro alle esigenze di Nicco e alle mie paranoie di mamma sul mal di auto, richiesta di riad con la piscina per far riprendere il piccolo dal caldo e dai km.

Ecco il nostro itinerario:

- Due giorni a Fes, la più antica delle città Imperiali, fondata nel 790 da Moulay Idriss II divenne subito il principale centro religioso del Marocco.
- Due giorni a Chefchaouen, la città blu. Sembrava di essere nel paese dei Puffi, una cittadina dell’estremo nord, dall’atmosfera “spagnoleggiante” e veramante a misura di bambino… ma vi racconterò più avanti.
- Chefchaouen,Volubulis, Meknes. A Volubilis – dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità – abbiamo ammirato le rovine romane, mentre a abbiamo cenato a Meknes la piccola sorella gemella di Marrakech, ancora non meta troppo turistica e per questo davvero affascinante, famosa per i suoi 40 km di mura, la porta Bab Mansour, i palazzi reali e il quartiere ebraico.
- Meknes – Alto Atlante – Ifrane – Foreste di cedri –  Midelt. Le molntagne dell’alto Atlante tolgonono il fiato e non potevamo farci mancare un pic-nic nella foresta di cedri in compagnia delle scimmie berbere. Nel tardo Arrivo a Midelt, la porta del deserto.
- Midelt – Valle del Ziz – Merzouga – Dune Erg Chebbi. Dopo la prima colazione partenza per Erfoud e Merzouga via Errachidia e la valle del Ziz punteggiata di palme. Da Merzouga partenza con i dromedari e una guida per un camel trek sulle dune dell’Erg Chebbi di circa un’ora e mezza/due fino ad un accampamento tendato in stile berbero nel deserto. La tempesta nel deserto in cui ci siamo imbattuti e di di cui hanno parlato tutti i giornali il giorno dopo merita un racconto a parte…
- Merzouga – Villaggio Gnowa – Erfoud – Gole del Todra. Il piccolo villaggio di Kamlia, famoso per i suoi abitanti provenienti dall’Africa Nera e per la loro musica è stato un intermezzo molto suggestivo come del resto la visita del mercato di Rissani. Senza fiato ci hanno lasciato le Gole del Todra, splendidi canyon intagliati nelle montagne.
- Gole del Todra – Gole del Dades – Valle delle Rose – Skoura – Kasbah Ameridil – Ouarzazate. Incredibile anche la Valle del Dades con le sue gole, mentre la kasbah Ameridil è conservata in maniera impeccabile.
Ouarzazate – Kasbah Taurirt – Studi cinematografici – Tizi n’Tichka – Marrakech. Dopo la visita della Kasbah Taurirt, antica proprietà di un Pachà, abbiamo visitato gli studi cinematografici sino a Marrakech dove abbiamo salutato la nostra amata guida Mohammed. Qui il caldo torrido ci aveva già provato dopo due giorni e così abbiamo deciso di scappare ad Essaouira.
- Due giorni ad Essaouria una splendida cittadina di surfisti dove si respira un’atmosfera molto hippy e dove il vento è un compagno inseparabile e talvolta un pò molesto. Ma quanti gabbiani… mai visti così tanti…

Ultima magica serata a Marrakech

I dettagli, la poesia di questi luoghi non sempre a portata di bambino ve li racconterò nei prossimi post…

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