Potevamo non parlare di allattamento?

Certo che no… che poi è un tema sempre attuale, che accalora gli animi, che tira fuori lo spirito un po’ integralista che è in ognuna di noi (o per lo meno in molte di noi), e che fa si che si formino sempre due fazioni: pro latte materno – pro latte artificiale.

Come la penso io chi mi legge già lo sa, ma ve lo ridico: quello che conta è una mamma felice. Perchè al bambino interessa solo quello. E non sto a spiegare altro perché non è questo il post adatto.

Qui ho voluto chiedere qualche info alla nostra ostetrica Beatrice

Ecco il secondo appuntamento con #occhioallostetrica

Partiamo

  • Allattamento a richiesta o ogni 3 ore?

L’allattamento al seno dovrebbe poter essere praticato a richiesta, come da linee guida pubblicate dall’OMS.  Il neonato e il lattante conoscono i loro bisogni e sanno esprimerli, anche se spesso la difficoltà per il genitore è interpretarli correttamente. Ci vuole tempo per conoscersi ed imparare a fidarsi l’uno dell’altro, abbiate fiducia!

 

  • Ogni tanto si cambia corrente di pensiero, perché?

Fortunatamente, gli studi scientifici e le linee guida ci permettono di offrire alle mamme (e non solo a loro) consigli basati sulle evidenze scientifiche, di conseguenza si propone loro ciò che viene provato e assodato su grandi numeri, c’è sempre qualcosa di più idoneo e che risulta migliore, a causa dei numerosi cambiamenti che subisce la nostra società. Il “si è sempre fatto così”, cioè basarsi sulla propria esperienza personale di professionista o sulla tradizione, è potenzialmente pericoloso e mantiene in auge pratiche obsolete, inutili e spesso dannose.

 

  • Fino a quando si deve allattare?

Ogni mamma e ogni bimbo conoscono i propri tempi e i propri desideri. Partendo dal fatto che l’aiuto di un professionista competente a volte è fondamentale per partire col piede giusto, è auspicabile che l’allattamento prosegua fino al 6° mese di vita, per i tanti benefici psico-fisici che questa pratica comporta. Ci sono tuttavia madri che dopo poche settimane abbandonano questa strada (magari per mancanza di sostegno) e altre ancora che proseguono fino ai 3 anni di vita del loro piccolo. Non ci sono imposizioni, solo la voglia e la possibilità di continuare, scegliendo con consapevolezza.

 

  • Mamme che si attaccano il bambino anche a due anni al giardino in preda a una bizza. Dacci un parere.

Ritengo che ogni bambino sia a se, e che ognuno di loro abbia un modo di consolarsi che preferisce. Il seno è amore, nutrimento, conforto, rifugio, gioco. Se questo fa stare meglio il bimbo, perché negarglielo? E’ stato studiato che i bambini (almeno fino all’anno di vita, se non oltre) non hanno vizi, ma solo bisogni. Quando fanno i “capricci”, come vengono definiti dagli adulti, non è per tiranneggiare gli altri, ma perché è per loro il modo più chiaro e semplice per esprimere una necessità o un disagio che hanno. Quindi se offrire il seno, come base sicura, per calmare i loro momenti difficili è un metodo che li fa sentire ascoltati e rassicurati, ogni mamma potrebbe farlo. Sempre ascoltando se stessa e il suo bimbo, ovviamente, perché non esiste una soluzione adatta a tutti!

 

  • Con allattamento a richiesta non si rischia di dargli il latte anche quando magari il bambino non ha fame?

I bambini, che siano neonati o che abbiano un anno, sanno regolarsi. Ovviamente nelle prime settimane di vita è più difficile, l’allattamento è un meccanismo delicato e per loro richiede molta pratica e pazienza, così come per le mamme. Infatti spesso si notano rigurgiti, più o meno importanti, che sono praticamente la norma. Ma è più facile che si nutrano al biberon senza avere una fame “reale”, poiché da esso il latte defluisce senza particolari sforzi, dal seno invece il latte sgorga dopo alcuni istanti e comunque con fatica da parte del bambino, che non “spreca” energie per fare qualcosa di cui non sente la necessità. Spesso, inoltre, si attaccano al seno anche per sentirsi sicuri e protetti, quindi non sempre fanno pasti completi e sostanziosi.

  • Tirarsi il latte per ritagliarsi un po’ di tempo, giusto o sbagliato?

La suzione che il tiralatte riproduce non è uguale a quella del bambino, ma meno precisa e più debole. Quindi spesso il seno non è adeguatamente stimolato, e le mamme si preoccupano perché scendono solo poche gocce, quando magari in realtà il seno contiene molto più latte. Giustamente, se una mamma lavora oppure ha impegni che riesce con difficoltà a conciliare con l’allattamento, può utilizzare questo strumento, tenendo presente che sarebbe opportuno attaccare comunque il bimbo al seno quando si presenta la possibilità.

Consiglio a tutte le mamme che hanno dubbi, difficoltà, che si sentono in crisi o poco supportate, di rivolgersi ad un’Ostetrica che possa dare loro consigli, suggerimenti e aiuto pratico. Ogni situazione è diversa e ognuna di noi ha esigenze diverse, quindi non ci sono risposte uguali per tutte, ma risposte personalizzate e basate su QUELLA mamma e QUEL bebè!

 

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