Un bambino di 3 anni.
Sette bambini dai 2 anni in su.

La povertà vissuta da loro e la povertà spiegata a lui.

Con gesti semplici, senza tanti discorsi, che le chiacchere in certe situazioni stanno a zero.

La macchina accosta, il babbo scende per fare delle foto e in 30 secondi dei bambini salgono la montagna veloci come fulmini. Io ero in macchina e me li ritrovo al finestrino che mi chiedono penne, soldi…
Non abbiamo penne dietro, chiedo alla guida se posso far loro il mangiare che avevamo comprato per pranzo.
Mi apre il portabagagli e io e il piccolo iniziamo a distribuire il mangiare.
Mi chiede: “mamma ma perché gli diamo i miei yogurt“?
Io che ero commossa e allo stesso tempo estrefatta nel vedere quegli occhi pieni di tanta luce rispondo che ci sono bambini che non hanno i soldi per comprarsi da mangiare, per comprare le penne.
E lui mi chiede perché.
Io rispondo che forse i loro genitori non vanno a lavorare o che se ci vanno i soldi possono non bastare.
Lui allora mi dice mamma diamogli anche il salame tanto noi non lo mangiamo.
Poi ecco lo scalino difficile.
Il piccolo prende la sua sprite dalla macchina ne beve un sorso ed è accerchiato. Inizia a urlare dicendo che: “è mia è mia“. Io con calma gli spiego che noi ne possiamo comprare ancora dopo, lui non è convinto sino a quando mi dice “mamma voglio darla a lei“. Ok va bene, ci avviciniamo ma un bambino più grande ce la strappa di mano generando la fine del mondo. La sua mamma allora ci rende la bottiglietta… Nicco la guarda e mi dice “io volevo darla a lei mamma“. Guardo l’altra mamma ci guardiamo e riusciamo ad arrivare dalla piccolina.
Un gesto importante, sofferto ma riuscito perché se già la condivisione non è sempre facile il donare lo è ancora di più.
Montati in macchina mi chiede la storia di quei bambini e così gli racconto la fiaba dei due mondi.

C’era una volta in un paese lontano dei bambini che non avevano nulla, mentre in un paese vicino Niccolò e i suoi amici avevano tutto“….

Perché ci sono posti nel mondo dove la povertà è reale e tangibile, dove succede che mentre mangi in un bar uno si avvicina e ti chiede “hai finito? Posso prenderlo?” Dove la fame è vera fame.
Questa è la fame vera… Non quella di chi nella tua città ti dice che ha fame e se gli compri un panino ti dice che no grazie volevo 2 euro.

Quegli occhi sono povertà e ricchezza e gli occhi di mio figlio mentre dava loro il suo mangiare sono l’espressione più genuina che ho visto sino ad oggi.

10394032_706938352676438_7603238923088265815_n

FacebookTwitterGoogle+PinterestBlogger PostCondividi