Le mappe indicano strade, percorsi, possibili itinerari da seguire in luoghi che non conosciamo, ma talvolta anche in posti che crediamo di conoscere come le nostre tasche, mentre è in questi luoghi che spesso ci perdiamo. 

Perché a volte è vicino a casa che perdiamo la via: magari crediamo di ricordarci una strada e poi arrivi e hanno cambiato il senso di marcia, allora attivi il Tom Tom ma ci sono quelle come me che riescono a perdersi lo stesso. 

Le mappe invece sono una certezza lungo viaggi che abbiamo programmato o che programmeremo. Sono una tela piena di punti che si intersecano tra loro. Andiamo da un punto A a un punto B che dici? O partiamo dal punto B al punto A? 


Ma le mappe servono per andare oltre. Se sappiamo leggerle scopriremo che tra il punto A e B ci sono una miriade di altri punti
che possono essere dei monumenti minori ma dal fascino impagabile, dei giardini in cui perdersi, dei ristorantini un po’ guasconi dove sedersi per raccontarsi. 
Tanto in vacanza possiamo smarrirci e trovare una cascata o una semplice vista che da quanto infinita sembra un miraggio. 

Perché le mappe servono per sapere dove andare, ma anche per ricordarci il percorso che abbiamo fatto per arrivare fino a lì. 

Io non ho il senso dell’orientamento, mi perdo con facilità, per distrazione e per leggerezza ancora non so. Ma so che poi non è così male perché la strada di casa la ritrovo sempre. 

Settembre è il mese dei buoni propositi per tanti, io ci ho provato ma poi mi perdo sempre è così ho deciso di non darmi troppi obiettivi: no non mi iscriverò in palestra, no non mi metterò a dieta e neanche cercherò di essere più buona. Tanto so già che mi perderei… Inutile tracciare una mappa! 

  

   
 
  

 

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