Voglio riprendere la rubrica sui viaggi e voglio farlo ripartendo dal Marocco, anche se lo abbiamo visitato nell’estate del 2014… un viaggio di oltre due settimane, itinerante e on the road come avevamo già anticipato in questo post

Arriviamo a Fez con un volo Ryanair da Pisa e quando arriviamo è già buio. Il caldo si fa subito sentire, mentre per la frenesia tipica del Marocco dovremo attendere l’indomani. Ad attenderci la nostra guida che su una jeep ci accompagna nella medina di Fez dove avevamo prenotato il nostro primo Riad. Non vi nascondo che arrivati nella Medina mi assale un attimo di ansia, ci troviamo in questa strada tortuosa e semi-deserta con Nicco che dormiva nel passeggino e ci avviamo verso il riad: dall’esterno quella grande parete bianca mi spaventa, la strada vuota e non proprio pulita lo stesso, ma appena si apre la porta la pace, la bellezza, un tripudio di colori e un the alla menta. In nostro primo the alla menta di un sapore unico, rinfrescante e inebriante. Niccolò ha continuato a dormire sino alla mattina seguente lasciandoci liberi di assaporare tutto questo.

La mattina partiamo con la guida del post Aziz alla scoperta della Medina di Fez. Aziz parla molto bene l’italiano, è laico anche se non può gridarlo ai quattro venti e ci racconta un Islam nuovo: parla di rispetto delle donne, di parità tra i due sessi e ci dice che nessuno che impugna un pugnale può definirsi religioso. Ci porta alla scoperta di Fez dei suoi vicoli, delle sue moschee, dei suoi mercati,delle sue strette strade, percorribili solo a piedi in cui i trasporti avvengono con gli asini carichi fino all’inverosimile, della sua Medersa con alloggio per gli studenti, fronteggiata da un orologio ad acqua e da un arco che scavalca la strada

Fez la città Blu. Noi ci gustiamo la visita di questa città anche grazie ad Aziz che è anche un ottimo baby sitter per Niccolò: lo fa ridere, giocare e lo intrattiene piacevolmente.

Arrivati a sera ci godiamo un bellissimo tramonto da una collina circostante. Peccato non aver visto le concerie nel loro tripudio di colori perché agosto non è il mese ideale. Il secondo giorno proseguiamo la visita della città, ma soprattutto ne approfittiamo per rilassarci nel nostro splendido Riad Salam Fes e nella sua piscina.

Consiglio davvero a chi intende andare in Marocco, soprattutto con nani al seguito, di prenotare Riad con piscina perché vi daranno sempre la possibilità di fuggire dal caldo della Medina e di creare momenti di svago.

Il blu continua a essere il filo conduttore del nostro viaggio perché ci muoviamo alla volta di Chefchaouen una cittadina pittoresca nel Marocco settentrionale. Sembra una mini Ostuni solo che invece di essere tutta bianca si caratterizza per il colore blu.

Fondata dagli spagnoli provenienti dall’Andalusia, la città Azzurra è detta così perché  tutti gli edifici, comprensivi di porte e finestre, sono dipinti nelle molteplici tonalità dell’azzurro. La Medina è un dedalo di stradine, qui a differenza di Fez giriamo da soli perché non vi sono pericoli. Abbiamo bevuto le spremute di arancia più buone di tutta la nostra vacanza, inseguiti da gatti e da pochissimi turisti. L’hotel Parador in cui abbiamo alloggiato era ottimo soltanto per la posizione centralissima e per la piscina che domina la vallata, mentre le camere sono datate e il cibo non è niente di particolare. Lo staff è comunque attento ai bambini il che non guasta mai. Il clima è ideale non troppo caldo di giorno, mentre la sera un maglioncino leggero è d’òbbligo

Mi sono letteralmente innamorata della città azzurra e consiglio di starci anche qualche giorno in più a chi avesse idea di visitare il Marocco.

Partiamo con la nostra guida Mohamed alla volta di Meknes, ma prima ci fermiamo a Volubis per una visita di questa antica città romana, patrimonio dell’Unesco. Il caldo è davvero molto e non riesco a godermi appieno tanta bellezza e poi ripartiamo alla volta di Meknes. Una sola notte e mezza giornata l’indomani sono davvero pochi per questa Marrakech in miniatura. Qui ancora non è arrivato il turismo di massa e di conseguenza tutto è ancora a misura: la porta Bab Mansour è di una bellezza disarmante, la piazza El Hedim è la miniatura della pizza di Marrakech e anche qui al tramonto si anima con incantatori di serpenti, scimmie e acrobazie che lasciano senza fiato Niccolò. Anche qui il nostro riad è splendido e mi sento di consigliarlo: Riad d’Or

Alla prossima puntata per la seconda parte del nostro viaggio in Marocco, intanto vi lascio un po’ di foto fatte da Lorenzo

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