Non sono mai stata brava a fare le valigie. Che poi è già un’impresa fare la mia, figurarsi quando devi fare quella del tuo compagno e poi quella di tuo figlio.

Non sono neanche una che si lascia prendere dal panico, ma magari se fossi più ordinata male non farebbe.

E invece, come sempre anche nel fare la valigia io non seguo le regole: non faccio una lista di cose da portare – magari dovrei iniziare -, non mi organizzo per tempo – che mia mamma me lo ripete da quando ho 14 anni che se non mi ritrovassi all’ultimo momento sarebbe più facile -, leggo post di quelle super organizzate  – ma non mi concentro lo stesso.
Sulla valigia per i bambini ne ho letti un milione di post e ho provato a seguire i consigli fantasticando su come sarebbe bello fare una to do list o anche solo contare magliette e pantaloni da portarsi dietro.

Così non vi dirò cosa portare nei vostri viaggi con dei nani a seguito: capite che tempo farà dall’altra parte del mondo e organizzatevi di conseguenza.

Ormai dopo 3 viaggi intercontinentali e vari week-end fuori porta e in Europa ho capito cosa non posso lasciare assolutamente a casa:
una mini farmacia ambulante. Chiamante il vostro pediatra prima di partire e segnatevi scrupolosamente quello che vi dirà. Dividete le medicine nei bagagli in modo che se qualcosa andasse perso in ogni occasione avrete la riserva. Antibiotici, antistaminici, pomate, integratori e tutto quello richiesto nei paesi in cui andrete.

- Una lunga stola. Sempre, ovunque. Questa ha una funzione multiuso: in aereo e negli aeroporti dove le temperature diventano proibitive vi servirà per coprirlo ulteriormente, in giro vi servirà per ripararlo dal sole o dal vento. Sulla spiaggia vi servirà per sdraiarlo un pò e magari servirà anche per coprirlo nel passeggino durante i pisolini.

- Lo scaldabiberon e una borsa changing station. Succede di dover scaldare il latte o la pappa soprattutto la notte o la mattina prestissimo quando i bambini sono piccoli e succede che in molti alberghi e appartamenti (non extralusso) non sempre troverete il bollitore.            Una borsa con minifasciatoio incorporato è importante per chi come me lo ha sempre cambiato ovunque… e uando dico ovunque dovete credermi!

- Giocattoli. Quali? Quelli che gli piacciono. Semplicemente. Anche qui inutile leggere consigli di altri ogni bambino gioca con cosa gli piace: a noi sono serviti tantissimo gli stikers, mentre i pennarelli sono un di più che quasi mai fa la differenza.

- Cibo. Niente panico. Il primo anno per andare in Africa ci eravamo riempiti la valigia di bordini liofilizzati, di pastina da minestra, di omogeneizzati. Risultato? Nei luoghi che abbiamo visitato c’era tutto e anche di più… Quindi calma e sangue freddo.

- iPad. Non scordatelo… che pedagogicamente non si dovrebbe neanche nominare ma mai senza!

Ecco invece cosa metto sempre nella mia valigia:

- la consapevolezza che viaggiare con i bambini ha un sapore diverso. Impegnativo e talvolta stancante, ma senza dubbio magico. Perchè vedi sfumature che tu non vedresti, ti trovi a raccontare storie inventate su quella torre dove vive una principessa tutta vestita di giallo o su quell’oceano che profuma di fragole.

- La prudenza che non ha mai fatto parte di me sino a quando sono diventata mamma. Perchè con un bambino non si può essere incoscienti e si può passare da strade più impervie, ma tenendo sempre gli occhi bene aperti e mettendo sempre un piede dietro l’altro.

- Il rispetto. Dei suoi tempi, dei suoi limiti, dei suoi sogni e delle sue aspettative. Il rispetto nell’insegnargli che si pregano tanti Dii, che il cibo non si butta perchè i bambini che ha conosciuto non lo hanno, che la musica nei ristoranti va ascoltata bassa e che si può parlare senza urlare soprattutto quando si è in mezzo in tanta gente.

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