Caro/a infermiere/a della Residenza Assistenziale di Narnali,

mia nonna non ha scelto di avere l’Alzheimer mentre tu hai scelto di fare questo lavoro.

Mia nonna non ha scelto Te come persona che doveva occuparsi di lei, ma tu hai scelto Lei e tutti quelli come lei.

È come fosse un legame a doppio filo: lei vive grazie a te e tu grazie a lei e a quelli come lei. Perché se le Persone malate non ci fossero tu non saresti potuto/a essere un operatore socio sanitario e un infermiere.

E tu hai scelto di diventarlo. Tu hai sempre potuto scegliere!

Caro/a infermiere/a della Residenza Assistenziale di Narnali,

mi chiedo che donna o uomo sei? Come tornavi a casa e accudivi i tuoi figli e/o i tuoi nipoti? Che valori gli Insegnavi? Il Rispetto verso i più indifesi? O insegnavi loro a lamentarsi e a trovare le scorciatoie per andare avanti? A rubare la merenda ai compagni nello stesso modo in cui rubavi qualche euro nel cassetto? O Magari eri una mamma modello che parlava di bandire l’olio di palma perché le piante vanno tutelate mentre gli anziani che non hanno molto da dire si possono mortificare sino ad abbattere la loro dignità?

Caro/a infermiere/a della Residenza Assistenziale di Narnali,

Mia nonna non poteva insegnarci più niente, ma oggi più che mai sono convinta che con quello sguardo triste e assente ci abbia insegnato molto. Il rispetto per la vita tutta, la voglia di vivere ogni giorno al massimo, il rispetto per i ricordi, belli o brutti poco importa, perché la memoria è quello che ci rende quelli che siamo.

Mia nonna la accudivamo, mia mamma la lavava come fosse sua mamma, e io la imboccavo come poi ho fatto con mio figlio, quando però ancora mamma non lo ero. E le infermiere che erano nel suo centro facevano bene il proprio lavoro. Con rispetto prima di tutto.

E perdonami se delle scuse che verranno non me ne importerà niente. Lo stress da lavoro usurante, la bassa remunerazione non saranno fattori che mi faranno impietosire. Scusa se non riesco a comprendere i tuoi motivi. Scusa se non voglio comprenderli!

A me hanno insegnato ad alzare la voce, a battere i piedi con chi può controbattermi. Con chi è un mio pari. E a mio figlio voglio insegnare la stessa  cosa.

Ma quelli che non hanno strattonato, che non hanno offeso e rubato non sono meglio di te! Si muore nell’indifferenza e per indifferenza…

Caro/a infermiere/a della Residenza Assistenziale di Narnali,

mia nonna sarebbe potuta essere una di quelle nonne ospitate in quel lager e come avrei mai potuto perdonarti e perdonarmi se lo fosse stata?

Lo vorrebbe sapere mia nonna che poi potrebbe essere la nonna di tanti di voi… Perché se mai avessero potuto sentire e comprendere le vostre parole queste persone si sarebbero sentite mortificate, abbandonate e sole.

Caro/a infermiere/a della Residenza Assistenziale di Narnali,

la pena che ti daranno non sarà mai abbastanza alta e se mia nonna a un certo punto ha perso la memoria, il mio solo augurio è che tu possa non perderla mai.

p.s: se non conoscete le vicenda e volete vedere gli orrendi video cliccate qui

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