Sono quella dell’ultimo minuto. Lo sono sempre stata e non potevo certo smentirmi  in occasione della gravidanza.

Ho lasciato tutto il da farsi nell’ultimo mese e l’unica cosa che ho voluto fortemente era la possibilità di beneficiare dell’epidurale qualora ce ne fosse stato il bisogno… Avere quel foglio in mano mi dava più sicurezza. Questo era il mio unico piano così quando Betrice mi ha parlato di un piano del parto sono caduta dalle nuvole.

Un piano?

E’ proprio il caso di dire #occhioallostetrica

Spiegaci meglio Beatrice 

Il piano del parto è un documento preparato dalle future mamme (in accordo col partner) per tutelarsi durante il travaglio e il parto, poiché esso esprime per iscritto i desideri, i bisogni e le aspettative della donna e della coppia, assieme a ciò che rifiutano e che non condividono.

Online, si trovano diversi modelli da cui trarre spunto per il proprio birth plan, tuttavia si può formulare anche con l’aiuto della propria ostetrica, che aiuterà la coppia a tirare fuori le emozioni, i vissuti, per poter formulare richieste precise circa lo svolgimento del travaglio al personale dell’ospedale di riferimento.

Il piano del parto è utile perché permette alla mamma di presentare anticipatamente le sue richieste alla struttura dove partorirà, a mente lucida e senza la fretta e le pressioni che a volte dominano l’arrivo in ospedale durante il travaglio. Una nascita rispettata, naturale e consapevole è il sogno di moltissime coppie, una nascita in cui i tempi e la fisiologia sono ascoltati e nessun intervento di medicalizzazione inutile viene messo in atto.

È consigliabile stilare questo documento discutendone e confrontandosi con il proprio compagno, poiché è fondamentale che il futuro papà capisca e rispetti le scelte e le necessità della propria donna, e che ci sia una linea d’azione e di pensiero comune. Anche per questo motivo, è bene informarsi presso l’ospedale scelto a proposito dei vari protocolli, dell’assistenza che offrono sia al momento del parto che nell’immediato puerperio, per capire se la loro “condotta” rispecchia ciò che ci eravamo prefissate e che riteniamo sia più adatto a noi.

Sarà poi premura della madre consegnare il piano del parto firmato, a termine di gravidanza, al primario, alla capostetrica, alla direzione sanitaria e all’ostetrica o al ginecologo che seguono la sua gravidanza, per mettere anche essi al corrente della sua decisione e capire se quella struttura può offrire ciò che cerca in questa esperienza.

Questa pratica prende sempre più piede perché nelle donne e nelle coppie si fa strada una maggiore consapevolezza (acquisita durante la preparazione al parto), un desiderio di vivere il parto nel modo più sereno e rispettoso possibile, evitando interventi invasivi non necessari e ascoltando il proprio corpo e il proprio bimbo che sono perfettamente in grado di portare a termine il bellissimo percorso della gravidanza attraverso una nascita senza violenza e senza fretta.

Naturalmente, qualora dovesse presentarsi una vera emergenza, la futura mamma potrebbe trovarsi costretta ad abbandonare i binari da lei scelti stilando il piano del parto: rimane di vitale importanza che alla coppia venga spiegato il motivo di ogni eventuale intervento, di modo che sia in grado di dare un reale consenso informato e che sia pienamente consapevole delle scelte effettuate.

E voi avevate un piano per il vostro parto?

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